Ex campo TAV

Sai cos’è il campo ex TAV?

Composto da file di prefabbricati in lamiera e utilizzato originariamente come dormitorio per gli operai della linea ferroviaria ad Alta Velocità Torino-Milano – e quindi comunemente chiamato Campo Tav o Il Tav – dal 2011 è stato destinato dal Comune di Novara a ospitare servizi di prima accoglienza e di accoglienza notturna e diurna per persone senza fissa dimora.
Nel 2015 arriva ad ospitare fino a 550 persone, di queste circa 300 sono minori. L’emergenza abitativa a Novara era un problema insostenibile per l’amministrazione che, quindi, decide di interrompere gli ingressi al campo.
Nel 2017 viene annunciata la chiusura al 31 dicembre dell’anno successivo, nel frattempo l’amministrazione, per incentivare l’uscita dei nuclei familiari attiva una sorta di “buonuscita” e facendo da garante per i locatari privati, non avendo a disposizione case popolari per tutte le persone residenti.
A dicembre del 2018 nel Villaggio ci sono ancora oltre 200 persone, nel frattempo il dormitorio comunale e i bagni pubblici vengono trasferiti proprio al campo ex TAV, che così torna a popolarsi. La chiusura slitta ulteriormente. Nonostante il numero di persone che vivono al campo sia notevolmente diminuito, sono ancora troppe le famiglie che non hanno accettato di uscire. Le graduatorie per l’assegnazione di una casa popolare sono pressochè ferme e all’arrivo della pandemia la situazione si complica. La chiusura slitta a maggio del 2022.
Nel 2021 l’amministrazione comunale annuncia una riqualificazione del campo ex TAV e la realizzazione, in quell’area, di un nuovo quartiere per la città.
A gennaio del 2022 un incendio coinvolge tre moduli abitativi, nessun ferito ma diverse persone perdono tutto ciò che possedevano. L’incendio, di cui ancora non sono rese note le cause, ha accelerato i tempi di uscita dal campo per due famiglie.

Perché?

In questi dieci anni di presenza al campo ex tav, seppur con discontinuità, abbiamo tessuto relazioni con i bambini e le famiglie residenti attraverso attività ludiche e tentativi di ingaggio con gli adulti, in particolar modo le donne e le madri degli stessi bambini. I centri estivi e il laboratorio dei compiti sono proseguiti anche durante la pandemia, grazie alle disponibilità di molti e molte volontarie. Nel frattempo, però, il gruppo, a partire dal 2017 ha avviato il progetto di redigere un report per raccogliere l’esperienza del tav, dal punto di vista dell’emergenza abitativa. Interviste ai residenti, ai responsabili della cooperativa, all’amministrazione comunale, sbobinature e montaggio video hanno prodotto un report che pubblicheremo sul nuovo sito di Sermais, per raccontare non solo l’esperienza del tav, m anche la nostra. Ecco, questo report che tocca ambiti e studi diversi ha poi dato luogo a un’esperienza più “artistica”. La realizzazione di una graphic novel che raccogliesse più punti di vista, in una sola voce.

“Come una coperta: storie di chi abita ai margini”

Come una copertaè il racconto, attraverso il fumetto, della storia individuale e collettiva di chi ha perso la casa. Di chi è costretto a riporre le proprie speranze nel sistema pubblico di accoglienza. La narrazione è affidata alle parole di una donna, straniera di origine, madre di due bambini, ma il testo è in realtà il frutto della combinazione di più voci e più storie: è un’intervista polifonica, costruita facendo dialogare frasi tratte da interviste diverse, composte armonicamente in un unico racconto collettivo.
Un racconto da cui emergono le contraddizioni delle realtà ai margini delle nostre città; migrazioni, crisi economica, diseguaglianze, inadeguatezza delle politiche pubbliche e sociali, ma anche quotidianità, accoglienza, resistenza, speranza.
È la storia del bisogno, intrinseco a ogni essere umano, di casa. Ma anche della capacità di costruire casa, persino in luoghi inospitali.

L’artista

A dare vita al racconto attraverso il disegno è Alessia Mazzei, in arte A.M.arti. Nata a Pisa, dove vive tuttora, studia scienze politiche internazionali e ha intrapreso la specialistica in Governance delle Migrazioni. Le sue esperienze lavorative e di volontariato l’hanno portata a conoscere da vicino la realtà del sistema di accoglienza italiano e le sue contraddizioni.
Parallelamente, Alessia ha negli anni portato avanti il proprio percorso artistico, alternando percorsi di formazione ed esperienze da autodidatta. Partendo dallo studio delle tecniche tradizionali (ritratto, pittura ad olio) e passando poi all’acrilico, ha sviluppato infine un crescente interesse verso il mondo della Graphic Novel e dell’illustrazione.

La casa editrice

La Marotta&Cafiero editori è una giovane casa editrice indipendente, una casa editrice terrona Made in Scampia. Stampa libri completamente ecologici su carta riciclata certificata, con inchiostri non inquinanti e colle senza plastificanti, a km 0, ad alta leggibilità. E un’azienda Pizzo Free, un’impresa che non paga il pizzo. Dal 2021, fa parte dell’Unione Industriali di Napoli, nella sezione Industria Culturale e Creativa. La casa editrice è dedicata ad Antonio Landieri, vittima innocente di camorra, ragazzo disabile di 25 anni ucciso per errore a Scampia durante una faida tra clan. Ha aperto la prima libreria di Scampia e Melito: La Scugnizzeria, la casa degli scugnizzi, una Piazza di Spaccio di Libri.
Ha pubblicato, tra gli altri, libri di Daniel Pennac, Stephen King, Osvaldo Soriano, Antonio Skármeta, Raffaele La Capria, Ernesto Che Guevara, Günter Grass.

Puoi sostenere il nostro progetto donando a questo pulsante.
Ci aiuterai a sostenere le attività al villaggio per il prossimo futuro.

Sostegno Lettura Partecipazione
10,00 euro 20,00 euro 30,00 euro
Donando 10 euro riceverai un post di ringraziamento sulle pagine social di SerMais e una cartolina digitale con una foto delle nostre attività al villaggio Emmaus. Donando 20 euro riceverai una copia della graphic novel e una cartolina digitale con una foto delle nostre attività al villaggio Emmaus. Donando 30 euro riceverai una copia della graphic novel, una cartolina stampata con una foto delle nostre attività al villaggio Emmaus e un post di ringraziamento sulle pagine social di SerMais.