27 gennaio, Giornata della Memoria in ricordo delle vittime dell’Olocausto: uno sterminio di massa e un crimine contro l’umanità. Partiamo da questa data, il punto più basso della nostra umanità, per raccontare l’edizione 2017 dei nostri viaggi di speranza e memoria.

Per il terzo anno SerMais porta a Novara due proposte educative di viaggio rivolte agli studenti novaresi: la prima, Promemoria Auschwitz, nasce dalla fruttuosa collaborazione con l’associazione Deina e con l’Istituto Storico della Resistenza di Novara, e punta ad accompagnare in visita i giovani nei campi di concentramento nazifascisti; la seconda, quella rappresentata dal progetto Meridiano d’Europa, nasce all’interno della rete di associazioni nazionali WeCare, per anteporre ai crescenti nazionalismi xenofobi la volontà di costruire una cittadinanza europea effettiva, fondata sul sogno di Ventotene.

«Si tratta di due proposte estremamente emotive e provocanti – commenta Mattia Anzaldi, presidente dell’associazione SerMais – che testimoniano al meglio come la memoria abbia bisogno di un continuo esercizio per non ridursi a ricordo sterile. L’animazione e l’esperienza del viaggio siamo convinti siano gli ingredienti ideali per coinvolgere i ragazzi in un’esperienza positiva di crescita e in un percorso di riflessione condivisa».

Saranno 41 i ragazzi novaresi che viaggeranno dal 10 al 16 febbraio con il progetto Promemoria Auschwitz, unendosi alle diverse centinaia di altri coetanei in partenza da tutta Italia. Insieme a loro anche l’assessore di Novara Valentina Graziosi.

«Stiamo concludendo il percorso formativo previsto dal progetto, che punta a far conoscere ai giovani i luoghi della resistenza antifascista nel nostro territorio e a far emergere stimoli di riflessione in vista del viaggio – spiega Giuseppe Passalacqua, responsabile per SerMais dei due progetti – Dopo la grande partecipazione dello scorso anno, che ha visto gli studenti organizzare una restituzione pubblica in un Teatro Coccia gremito, quest’anno il punteremo ad una rielaborazione condivisa insieme anche ai ragazzi che partiranno con il progetto Meridiano d’Europa, perché se è vero che le mete sono diverse geograficamente, non lo sono da un punto di vista politico e di senso».

Il progetto Meridiano d’Europa, arrivato alla sua terza edizione, porterà quest’anno circa 250 giovani provenienti da tutta Italia a visitare Calais e Bruxelles, dal 6 al 10 maggio. Anche in questo caso il viaggio sarà preceduto da diversi incontri di preparazione rivolti agli studenti per approfondire le tematiche che sono al cento di questa esperienza.

Le città di Calais e Bruxelles rappresentano due luoghi simbolo di quanto l’Unione Europea sia oggi più che mai lontana dal sogno dei suoi padri fondatori, apparendo agli occhi dei suoi cittadini frammentata, disgregata, incapace di prendere decisioni comunitarie. In questo panorama di incertezza e difficoltà, la retorica che sembra essere più vincente è quella dello scetticismo, dei nazionalismi e della chiusura.
Per questo il titolo di questa edizione del progetto è: which Europe? (Quale Europa?)

Calais e Bruxelles rappresentano l’emblema della disgregazione di questa debole Europa e dell’indifferenza che rischia di condurre le nuove generazioni a non sentirsi più cittadini e parte di una storia europea.

Calais, città al confine nord della Francia e ormai ultima frontiera d’Europa, è la città che, come Lampedusa, è diventata il simbolo di un’Europa incapace di risponderealla sua missione storica di accoglienza e delle speranze disilluse di migliaia di migranti che affollano “La Giungla”, zona ormai diventata un campo profughi abusivo. Luogo che rappresenta il fallimento delle politiche comunitarie in materia di accoglienza e lo strumento retorico per alimentare la paura verso i migranti e le forze disgreganti.
Bruxelles, la città in cui le politiche dell’Unione Europea prendono forma, plasmate dagli incontri e dalle intese tra funzionari, deputati, uomini di governo e gruppi di pressione. Città multietnica, composita, sede affascinante delle istituzioni, ma anche grembo di grandi contraddizioni e frammentazioni sociali. Bruxelles, la città in cui dialogare con le istituzioni europee, che, prime tra tutti, hanno il dovere di regolare questi cambiamenti e queste forti incongruenze poiché non portatrici di interessi particolari, ma di un bene collettivo.

Abbiamo deciso di viaggiare, di incontrare, di approfondire, discutere, di proporre, di fare rete. Sogniamo un’Europa diversa e per farlo siamo convinti di poterla creare solo attraverso l’affermazione di una reale cittadinanza europea.


Il progetto Promemoria Auschwitz è realizzato grazie al contributo di Comune di Novara, Fondazione Comunità Novarese, Fondazione Banca Popolare di Novara e Novamont.

Il progetto Meridiano d’Europa è realizzato in collaborazione con l’associazione ACMOS e la rete WeCare, il MIUR – “Direzione Generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione” e La Stampa (media partner)

2017-01-27T15:49:45+00:00