bannerSrebrenica2Finalmente ci siamo, una nuova carovana alle porte!
Tra due settimane una decina di studenti novaresi, ragazzi dei presidi di Libera Novara e di Sermais, si uniranno alla prima carovana del Meridiano d’Europa verso Srebrenica!
Si tratta di un progetto sviluppato dall’associazione torinese Acmos e e nato nel solco dell’esperienza movimentista del “We Care”, che punta a raggiungere la città bosniaca a vent’anni del più grande crimine di guerra dal secondo conflitto mondiale, un genocidio attuato nel grembo della Nostra Europa. Parteciperemo con dieci studenti novaresi nella convinzione che la memoria sia un ingrediente fondamentale e necessario per costruire il nostro futuro.

I dieci ragazzi in partenza hanno cominciato un percorso di formazione, promosso a Novara da SerMais, rivolto ad una riflessione generazionale sul rapporto con l’Europa: siamo cittadini italiani e siamo al contempo cittadini europei; apparteniamo alla generazione che ha capito quanto pace, libertà e giustizia sociale dipendano dal processo di integrazione europea. Ci auguriamo che la parola Europa evochi sempre di più una comunità di destino. Una comunità che impari a riconoscere le differenze e a farne la propria ricchezza, a fare tesoro del passato, a stare nel Mondo portando il proprio contributo alla cooperazione.
Saranno 100 in tutto i giovani provenienti da tutta Italia pronti a partire per Srebrenica.

Si partirà da Torino il prossimo 30 maggio per vivere un’esperienza di approfondimento, incontro, scambio con le realtà del luogo, per comprendere quanto questa città abbia dovuto sopportare e come sia riuscita a ripartire dopo la guerra, l’atroce violenza, i massacri. A Srebrenica presenteremo il Manifesto del Meridiano d’Europa, frutto della scrittura collettiva di chi parteciperà al viaggio e di tutti quelli che avranno voluto contribuire.
Il viaggio a Srebrenica infatti rappresenta una tappa importante di un progetto più ampio; un progetto che punta a far crescere protagonismo sociale e coscienza europea tra i ragazzi e le ragazze delle scuole secondarie.


Tra Utoya a Lampedusa passa il Meridiano immaginato, che diventa lo spartito della nostra narrazione: un tratto che collega l’isola su cui quotidianamente sbarcano sfinite, tante persone con il loro carico di dolore e speranza con quella dove sono stati massacrati decine di giovani per le loro idee di solidarietà, pluralismo e laicità.

Questo progetto è realizzato con il contributo del MIUR e di Open Society Foundation.

2015-05-18T12:47:12+00:00