Cos’altro sono le città se non persone? E che cosa è un gruppo di educazione alla cittadinanza se non conosce la propria città?

Su queste domande il Gec di Sermais inizia un percorso per leggere le città: “Dalle città invivibili alle città invisibili”. Una riflessione per scandagliare i dintorni, descrivere i nostri quartieri e pescare parole apparentemente innocue, provando a decifrarle. Un percorso per leggere la storia della nostre città a partire dal presente.13055819_10207173293864217_2307012340688497025_o

La prima tappa è S. Agabio. Partiamo da via L.da Vinci per capire se il paesaggio di sant’Agabio è proprio quello degli stereotipi: pericoloso ,degradato e periferico. Per chi ci vive, per scelta e non per necessità è tutt’altro. Il tour inizia dall’archeologia industriale che si mostra in tutto il suo fascino dell’abbandono. Il quartiere ha subito tre grandi trasformazioni dall’ ‘800 da borgo rurale a polo industriale nella sua parte più a Est, la zona del “Boschetto” dove c’erano i cotonifici Wild e Olcese che attingevano l’acqua dal canale Quintino sella, diramatore del canale Cavour e poi il polo chimico Montecatini, l’istituto Donegani nato nel ’34 e ancora attivo, il passato viene “mangiato” dalle piante rampicanti che trasformano il futuro. La bio-economia, il compostabile, il Mater-Bi: Novamont made in Sant’Agabio.

La città negli anni cresce e sempre più migranti arrivano alla ricerca di lavoro, prima dal sud Italia a partire dal secondo dopo guerra, poi dai paesi extra comunitari dagli anni ’90.La situazione di tensione non cambia: la storia si ripete, sempre. Mimetizzata tra le fabbriche, dal 2011 sorge una realtà inaspettata in un contesto sorprendente (un magazzino).”Non è una moschea” sottolinea l’imam che ci accoglie a piedi nudi. Siamo in sette ragazzi ed entriamo nel cortile. Uomini da una parte e donne dall’altra. Ci spiegano che, in particolare per la preghiera del venerdì arrivano donne, uomini e bambini da altri quartieri e paesi limitrofi per pregare, studiare l’arabo e leggere le versioni del Corano presenti (dal francese all’urdu) nelle due biblioteche. Sono in attesa di uno sceicco del Kuwait e i preparativi fervono.13086997_938707232916875_903451025054114147_o

Stiamo andando via in sella alle bici quando l’imam si affaccia “Ho dimenticato, volete un caffè?” Ci torneremo. L’abbiamo promesso, per il caffè. L’espressione sui nostri volti è di soddisfazione e gioia. Abbiamo fatto un viaggio ma non ci siamo mossi da Novara. Sant’Agabio è questa. È una realtà multiforme. Le case popolari con i condomini alti 10 piani e le case di ringhiera con gli orti ben curati e poi una distesa che porta fino al sorgere del sole, verso la Lombardia. Da via Prelle – case sparse la vista è questa: dove la città e il traffico si trasformano in isolati d’acqua e terra, dove cresce il riso e con il sole al tramonto tutto diventa più bello.

Viviana Barucchelli

 

 

2016-04-28T05:49:57+00:00