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Il caldo afoso di queste giornate di luglio non ci ferma: anche quest’anno abbiamo proposto un piccolo centro estivo ai bambini del Villaggio Emmaus. Le giornate sono state ricche di divertenti attività: balli, giochi d’acqua e tanti laboratori per stimolare la creatività dei più piccoli. Per quattro giorni la 20 F è stata teatro delle mirabolanti avventure di Robin Hood, rivissute in prima persona dai bambini con la loro travolgente energia.

Se pensiamo alla prima volta che abbiamo messo piede al Campo, molte cose sono cambiate: abbiamo assistito ad un cambio di Giunta politica, a due cambi di Assessori che hanno contribuito, seppur con sensibilità differenti, alla cura e alla tutela di questo luogo; molte famiglie hanno trovato casa altrove, molte altre sono rimaste e aspettano l’assegnazione della casa popolare. I bambini con cui abbiamo iniziato a lavorare cinque anni fa sono cresciuti, ma ancora ci aspettano davanti alla porta il venerdì per le attività pomeridiane. Il nostro gruppo è cambiato, e con esso anche il modo di vivere il campo: se prima ci muovevamo in punta di piedi, ora sembra difficile non riuscire a farsi salutare, invitare per un thé o addirittura aiutare con le attività dagli adulti che lì vivono.

I cambiamenti ci hanno più volte sfidati, messi in crisi ed amareggiati, ma nonostante questo non abbiamo mai smesso di ritenere importante la nostra presenza e il nostro impegno al Campo; «abitare il conflitto»  è la frase che ci ripetiamo in continuazione, con l’obiettivo di alleggerirne i pesi, dove possibile e dove possiamo arrivare.

Abbiamo chiesto ai volontari che per la prima volta hanno partecipato alle attività di Sermais al Campo di raccontarci le loro prime impressioni:

 

Steve:

È stata davvero una bella esperienza al campo Tav! Ho conosciuto tanti bambini, ho imparato a fare aquiloni, cornici di pasta e acchiappa-sogni; abbiamo cantato e ballato la sigla di Robin Hood e rivisto il film! (Disney). Insomma, ho impegnato con piacere questi 4 giorni alla scoperta di un’altra realtà di Novara e ringrazio gli animatori “più vecchi” per il lavoro fatto in tutto questo tempo e per avermi concesso di entrarne a far parte.”

 

Viviana:

“In via A. da Giussano non ci sono piazze o luoghi di ritrovo ma viali di cemento senza alberi e pochi metri quadrati di erba.Il lavoro di Sermais (come tutte le associazioni che vi entrano) al campo Tav é importante. Il centro estivo,seppur breve ma molto intenso, é stato un contenitore di momenti in cui i bambini hanno potuto creare,giocare e imparare Insieme.Il campo Tav non può continuare a essere un’isola circondata da un mare di indifferenza e diffidenza le cui onde sono sguardi bassi e poche mani tese”.

 

Alessandro:

Prima di andare al campo tav non sapevo cosa aspettarmi. Ne avevo tanto sentito parlare ma non ero mai riuscito a partecipare ad iniziative al suo interno. Grazie all’attività degli ultimi giorni organizzata dal Gruppo Tav ho potuto finalmente conoscere questa realtà complessa e affascinante.
Abbiamo potuto incontrare e giocare con bambini meravigliosi e pieni di allegria, che ci abbracciavano e ci chiedevano di portarli in spalla nonostante ci fossimo incontrati per la prima volta pochi minuti prima. Non nascondo che in alcuni momenti i bambini ci abbiano un po’ fatto uscire dai gangheri. Ma vedere tanti ragazzini di ogni età che nonostante le differenze etniche, nonostante il contesto complicato in cui crescono, nonostante siano dimenticati da buona parte della nostra città, riescono a giocare tutti insieme, mi ha fatto recuperare un po’ di speranza nel futuro”.

 

Leila:

“Il sorriso dei bambini del campo Tav è uno tra i più puri che abbia visto, era chiaro che avevano bisogno di momenti come quelli che gli abbiamo regalato; cresciuti troppo in fretta, tra il badare ai fratelli e il peso della situazione in cui si trovano, quello di cui hanno bisogno è poter essere semplicemente bambini, divertirsi, ridere di gusto, giocare.
Capire dai loro volti che erano davvero felici di passare del tempo con noi è stato decisamente gratificante, un’esperienza che va al di là della semplice animazione!”

Monica:

Quando mi hanno proposto di andare ad aiutare al centro estivo al villaggio Tav  ho pensato “perché no? D’altronde ho già fatto animazione per molti anni in oratorio”.
Ma l’esperienza che ho vissuto qui è stato diversa e molto più incisiva su di me.
Bambini con culture e stili di vita diversi ma ben amalgamati e uniti fra di loro. Le bambine più grandi che facevano da mamma a quelli più piccoli, e quelli più piccoli che a loro volta già conoscono più di una lingua.
A questo loro non facevano caso, per loro è normale, pensavano solo a divertirsi.
Io invece ci ho visto un ottimo esempio di integrazione e di uguaglianza. Ho visto esattamente quello che mi ero prefissata di insegnare loro, ancora prima di farlo.

2016-07-26T05:44:23+00:00